Territorio e cultura rigenerativa
Jeepers Lake Fest al Bric: territorio, ospitalità e vini PIWI
Una tappa non deve essere soltanto una sosta. Il 13 e 14 settembre il Bric della Vigna ha accolto il Jeepers Lake Fest trasformando il passaggio in un incontro tra paesaggio, persone e filiera locale.

Il Jeepers Lake Fest, promosso con la Fondazione Emanuele Cacherano di Bricherasio, il Pian della Luna Jeepers Club e il circuito di Viverone, ha proposto un itinerario tra lago, strade bianche e luoghi del territorio. Per Bric della Vigna è stata una delle prime occasioni di apertura strutturata al pubblico: non una vetrina isolata, ma un test concreto di accoglienza.
Un programma costruito come itinerario
Il 13 settembre i partecipanti hanno ritirato i pass, percorso l’area del lago e condiviso aperitivo e grigliata. Il 14 settembre la carovana si è spostata su strade bianche, con un tratto leggero nella Polveriera, prima della tappa di degustazione al Bric e del rientro in Fondazione per l’aperi-pranzo. Il programma comprendeva anche la possibilità di visitare il Museo degli Scalpellini di Rosazza.
Il valore dell’itinerario stava nella sequenza: paesaggio, movimento, sosta, cibo e racconto. Ogni elemento contribuiva a leggere il Canavese come un territorio connesso, non come una somma di attrazioni separate.

La degustazione come racconto agricolo
Nello spazio bar del Bric i visitatori hanno degustato i vini PIWI, ottenuti da vitigni resistenti. La resistenza genetica ad alcune malattie fungine può contribuire a ridurre il numero di trattamenti rispetto a varietà più sensibili, ma non elimina la necessità di osservare il vigneto e gestire il rischio in funzione dell’annata.
Durante l’incontro Maurizio Aiassa, presidente della Fondazione Bricherasio, e Carlo Dettori, presidente di Agricarma e co-proprietario del Bric della Vigna, hanno presentato il progetto e la scelta dei PIWI. Le domande dei partecipanti hanno spostato la degustazione dal semplice assaggio al confronto su innovazione varietale, suolo e identità del vino.

Perché un evento può essere rigenerativo
Un evento non è rigenerativo per definizione. Può diventarlo quando rafforza relazioni locali, distribuisce valore sul territorio e crea comprensione delle attività agricole. Servono filiere trasparenti, logistica proporzionata, attenzione agli spazi e un racconto che non trasformi la campagna in una scenografia.
La tappa ha permesso di verificare flussi, tempi di servizio, capacità degli spazi e qualità dell’interazione con pubblici diversi. Queste informazioni sono utili quanto il riscontro immediato: aiutano a progettare appuntamenti futuri più accessibili, coerenti e sostenibili.

Ospitalità significa preparazione
Aprire una tenuta agricola richiede più della disponibilità di uno spazio. Percorsi, sicurezza, parcheggi, servizi, accessibilità e responsabilità devono essere pianificati senza interferire con le attività produttive e con la tutela del luogo. Il Jeepers Lake Fest ha offerto un primo banco di prova su cui costruire procedure migliori.
Anche la dimensione narrativa va curata. Il visitatore deve poter distinguere ciò che è già realizzato da ciò che è ancora in sperimentazione. Raccontare i PIWI, ad esempio, significa spiegare potenzialità e limiti, non sostituire un’etichetta di sostenibilità con un’altra.
La migliore esperienza territoriale non mette il paesaggio sullo sfondo: aiuta le persone a comprenderne il lavoro, le scelte e le relazioni.
Che cosa resta dopo l’evento
Restano le immagini, ma soprattutto restano dati operativi e nuove relazioni. Numero e profilo dei partecipanti, domande ricorrenti, tempi di permanenza, prodotti più richiesti e criticità logistiche possono orientare il calendario successivo. Il successo non si misura soltanto nella giornata, ma nella qualità delle decisioni che genera.
Bric della Vigna continuerà a comunicare visite, degustazioni ed eventi attraverso il sito e i propri canali. L’obiettivo è mantenere un formato curato, leggibile e coerente con il territorio: meno quantità, più contenuto.